giovedì 9 dicembre 2010

Quanto può pesare un cognome? L'esempio di De André

La prima volta che ho fatto la conoscenza di Fabrizio De André fu nel libro di antologia delle scuole medie, dove veniva ripresa la canzone/poesia "La guerra di Piero".
E ne rimasi a tal punto folgorato che pretesi da mio fratello la cassetta su cui c'era registrato l'intero album. Da lì ho continuato la mia ricerca con dovizia certosina delle sue opere precedenti. Allora non c'era internet, Emule et similia... c'erano solo gli amici forniti dei dischi in vinile e ai quali dovevi fare favori grandissimi. Per ottenere l'intera discografia di un qualsiasi artista occorreva una buona dose di perseveranza, spalmata negli anni. Ma questa odissea rendeva ancora più leggendaria le tue conquiste, e gli album acquistavano un valore maggiore proprio perché "strasudati". Oggi, invece, tutto è più a portata di mano e questo non sempre è un vantaggio (oh mio dio, mi sembra di parlare come i grandi facevano con me quando ero giovane).
Comunque, per me Fabrizio De André è sempre stato il cantautore.
Soltanto numerosi anni più tardi ho scoperto la sua travagliata relazione con il papà Giuseppe, personaggio piuttosto conosciuto a Genova (fu vicesindaco) e il fratello Marco (che divenne un noto avvocato), con i quali manifestava un persistente disagio. Da giovane, Fabrizio, era il figlio del vicesindaco Giuseppe De André oppure il fratello del noto avvocato Marco.
Per molti anni è rimasto ingabbiato in questo confronto a suo sfavore, rischiando più volte di mollare la carriera di artista per ripiegare su qualche anonimo personaggio. Con un po' di fortuna (che non guasta mai), l'alcol e una donna che l'amava è diventato il cantante poliedrico che tutti noi conosciamo. Ha ottenuto un successo così enorme che ormai quando qualcuno a Genova parla genericamente di De André è perché si riferisce a Fabrizio.
La sua fortuna è stata anche quella di incrociare nella sua vita una compagna dal carisma di Dori Ghezzi, che ha messo da parte la sua carriera, per rimanergli accanto.
Come faccio a intuire che Dori non ha avuto rimorsi?
Guardate il video qui sotto, fate attenzione ai suoi occhi (in una donna gli occhi non mentono mai) e ditemi quanti di voi possono affermare di avere mai avuto una donna che vi fissava con la sua stessa intensità.